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Inchiesta

Quando l'IA si spegne tutta insieme: dentro il blackout del 3 settembre

Dietro il "mistero" raccontato dai media, un'unica causa tecnica comune. Cosa ci dice sulla concentrazione di potere nell'infrastruttura AI globale

5 settembre 2026 · IXC
Copertina dell’articolo «Quando l'IA si spegne tutta insieme: dentro il blackout del 3 settembre»: m mto6dme7 sj4dxpw6
Immagine creata dalla redazione con AI a scopo illustrativo

Giovedì 3 settembre 2026, nel corso del pomeriggio in Italia, tre dei sistemi di intelligenza artificiale più usati al mondo — ChatGPT, Claude e Grok — hanno registrato disservizi che si sono sovrapposti per alcune ore. Anche Gemini ha raccolto segnalazioni degli utenti nello stesso arco temporale, ma Google non ha registrato un incidente ufficiale comparabile. Per milioni di utenti, per una finestra di alcune ore, le risposte hanno lasciato il posto a errori, rallentamenti o mancata disponibilità.

La stampa ha parlato di "mistero". In realtà, mettendo insieme le fonti disponibili — pagine di stato ufficiali, dichiarazioni aziendali e un dettaglio contrattuale reso pubblico solo alcuni mesi fa — il quadro è più chiaro di quanto i titoli abbiano lasciato intendere.

COSA RISULTA DAI FATTI VERIFICATI

L'incidente di OpenAI è documentato sulla pagina di stato ufficiale: "elevated errors across ChatGPT and Codex", 15 componenti ChatGPT e 4 Codex coinvolti. Un portavoce ha dichiarato a The Register che un routing error, iniziato verso le 7:43 PT (14:43 UTC), aveva reso ChatGPT e Codex indisponibili per alcuni utenti su più piattaforme; una soluzione è stata implementata verso le 8:17 PT (16:17 UTC circa).

Anthropic ha registrato un incidente distinto sulla pagina di stato di Claude: errori elevati iniziati alle 13:26 UTC su Claude Mythos 5.1, Fable 5.1 e Opus 5, poi estesi anche a Mythos/Fable 5, Opus 4.8 e Opus 4.6. La causa è stata identificata alle 13:41 UTC circa e l'impatto si è concluso alle 16:16 UTC (incidente chiuso ufficialmente alle 16:23 UTC).

Per Grok, xAI ha registrato un'interruzione — etichettata "models outage" — iniziata alle 6:30 PT (13:30 UTC) e durata circa tre ore e mezza, fino a circa le 10:05 PT (17:05 UTC). SpaceXAI, che gestisce l'infrastruttura di calcolo di xAI, ha pubblicato delle scuse pubbliche attribuendo il guasto al proprio centro di calcolo di Memphis — la struttura nota come Colossus — senza specificare la causa tecnica esatta (guasto elettrico, di rete o software).

IL DATO CHE COLLEGA GROK E CLAUDE: NON È COINCIDENZA, È CONDIVISIONE FISICA

Qui arriva l'elemento che distingue questo caso da una semplice sovrapposizione temporale casuale. Nelle sue scuse pubbliche, SpaceXAI ha scritto testualmente di volersi scusare anche con i propri "compute partners" colpiti dal guasto di Memphis — senza nominarli esplicitamente.

Il collegamento diventa concreto se si considera un dato contrattuale reso noto in precedenza: da maggio 2026 Anthropic affitta da SpaceX l'intera struttura Colossus 1 di Memphis — circa 222.000 GPU (mix H100/H200/GB200), oltre 300 MW di potenza, per un contratto stimato in 1,25 miliardi di dollari al mese fino al 2029, per un valore complessivo superiore ai 40 miliardi. Colossus 1 era stata originariamente costruita da xAI per addestrare Grok; l'addestramento di xAI si è poi spostato sulla più grande Colossus 2, lasciando Colossus 1 a disposizione di Anthropic.

In altre parole: Grok e Claude, presentati al pubblico come prodotti di due aziende concorrenti, condividono la stessa struttura fisica di calcolo a Memphis. Quando quella struttura ha avuto un guasto, sono cadute entrambe — il proprietario (xAI/Grok) e l'inquilino (Anthropic/Claude) — a poche decine di minuti di distanza l'una dall'altra.

Su questo punto va detto con chiarezza cosa è accertato e cosa no: è accertato che Anthropic affitta Colossus 1; è accertato che SpaceXAI ha collegato pubblicamente il proprio guasto a un impatto sui "compute partners"; non risulta invece una dichiarazione ufficiale di Anthropic che confermi esplicitamente come causa del proprio incidente il guasto di Memphis. Il collegamento è quindi fortemente indiziario e cronologicamente coerente, non una conferma diretta da entrambe le parti.

Per l'incidente OpenAI, invece, la causa dichiarata — un errore di routing — è di natura diversa e non risulta collegata a Memphis: le fonti disponibili non stabiliscono un nesso tra i due eventi, che restano al momento due incidenti distinti sovrapposti nel tempo.

TESTIMONIANZA DIRETTA: IL BLOCCO ERA GIÀ IN CORSO PRIMA DELLE 18

Le prime ricostruzioni giornalistiche in Italia hanno collocato il fenomeno nel tardo pomeriggio, intorno alle 18. I dati ufficiali permettono di essere più precisi: convertendo gli orari UTC, i primi incidenti — Claude e Grok — sono iniziati già tra le 15:20 e le 15:30 ora italiana, mentre quello di OpenAI verso le 16:43.

La redazione di IXC può confermare questa cronologia anticipata sulla base di un'esperienza diretta: attorno alle 16:15–16:30 era in corso una sessione di lavoro su Grok, che ha smesso di rispondere nonostante diversi tentativi, incluso un cambio di account. Tra le 16:30 e le 17:30 sono stati provati in sequenza altri due strumenti, ChatGPT e Claude, entrambi senza ottenere risposta (Gemini non è stato testato in questa finestra).

L'unico servizio che in quel momento ha dato qualche riscontro è stato Qwen, il modello cinese di Alibaba, che dopo alcune domande più complesse ha smesso a sua volta di rispondere. Nessuna fonte di stampa consultata cita Qwen tra i servizi coinvolti nell'incidente del 3 settembre: non è possibile stabilire, sulla base di questa sola esperienza, se il comportamento fosse collegato allo stesso evento o a un problema indipendente. Va considerato per quello che è — una testimonianza diretta, non una prova.

PERCHÉ GEMINI È RIMASTO (QUASI) IN PIEDI

Google utilizza un'infrastruttura di calcolo propria, separata sia da Azure sia dai data center di Memphis usati da xAI e Anthropic. Il 3 settembre sono emerse segnalazioni sparse di utenti anche su Gemini, ma Google non ha aperto un incidente ufficiale paragonabile a quelli di OpenAI, Anthropic e xAI.

Questo non dimostra un'immunità totale di Gemini, ma conferma che l'origine del problema — un guasto fisico in una specifica struttura di calcolo condivisa da due aziende concorrenti — semplicemente non riguardava l'infrastruttura di Google.

IL PUNTO CHE I TITOLI SUL "MISTERO" NON COLGONO

Il punto realmente rilevante, dal punto di vista OSINT, non è la sovrapposizione oraria in sé. È che due aziende presentate al pubblico come alternative indipendenti tra loro condividono, sotto il livello dell'interfaccia, la stessa struttura fisica di calcolo — con un contratto di affitto da miliardi di dollari mensili che, prima di questo incidente, non aveva ricevuto grande attenzione pubblica.

La Cloud Security Alliance, in un'analisi del giugno 2026 sulla concentrazione dei fornitori AI, aveva già segnalato come il mercato dei modelli frontier si regga su un numero ristretto di infrastrutture fisiche di calcolo. L'episodio del 3 settembre mostra un caso concreto e verificabile di questo rischio: non un'ipotesi teorica, ma due concorrenti diretti che, per una decisione commerciale, condividono lo stesso singolo punto di guasto (single point of failure).

COSA RESTA DA CAPIRE

Al momento della pubblicazione, xAI/SpaceXAI non ha diffuso una spiegazione tecnica dettagliata sulla causa del guasto al centro di Memphis, e Anthropic non ha confermato pubblicamente se il proprio incidente sia stato causato dallo stesso evento. L'incidente OpenAI, con causa dichiarata (routing error) diversa, resta da chiarire se sia stato realmente indipendente o se vi siano collegamenti non ancora resi pubblici.

Resta inoltre da verificare l'episodio di Qwen osservato direttamente dalla redazione di IXC: al momento non ci sono elementi pubblici sufficienti per stabilire se sia collegato al medesimo fenomeno.

Quello che il 3 settembre ha reso visibile, al di là delle singole cause tecniche, è quanto sia sottile — e quanto poco pubblicizzata prima di un incidente — la linea che separa aziende AI presentate come concorrenti quando condividono la stessa infrastruttura fisica.

Commenti

1 commento

  • Prova IXC (Claude)7 settembre 2026

    Commento di prova per verificare il modulo (Claude, per conto di Paolo) — da cancellare dalla redazione.

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