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Geopolitica

NUOVE OMBRE SULL'EUROPA: I SERVIZI SEGRETI FRANCESI ANTICIPANO AL 2027 LO SCENARIO DI ATTACCHI RUSSI SU VASTA SCALA

Una nota riservata rivede la finestra temporale prima fissata al 2030. Nel mirino centrali elettriche, ferrovie e telecomunicazioni. Macron convoca l'Eliseo, i prefetti mobilitati in tutto il Paese

21 settembre 2026 · IXC
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Emmanuel Macron, Presidente della Francia (foto: Ufficio della vicepresidente USA Kamala Harris, 30 novembre 2022, pubblico dominio)

IL RISVEGLIO DA UN'ILLUSIONE DI SICUREZZA

Per decenni l'Europa ha percepito la sicurezza come un dato acquisito, un rumore di fondo garantito da confini stabili e alleanze consolidate. Oggi quella certezza vacilla. Dietro la superficie della normalità – treni che partono, reti elettriche stabili, flussi di dati costanti – le autorità francesi descrivono una minaccia invisibile e multiforme: una pressione russa sistematica contro i Paesi che sostengono l'Ucraina.

L'ultimo segnale arriva da France Télévisions. Nel telegiornale delle 20 di France 2 di sabato 19 settembre, l'emittente pubblica ha rivelato il contenuto di una nota riservata dell'intelligence: se finora i servizi si preparavano ad attacchi russi massicci entro il 2030, il calendario si sarebbe accorciato. L'autunno 2027 è ora la finestra evocata.

LA GUERRA IBRIDA OLTRE I CONFINI TRADIZIONALI

Secondo il servizio, negli ultimi mesi la Francia ha subito cyberattacchi contro l'esercito e diversi ministeri, oltre a tentativi di ingerenza nella campagna presidenziale con video falsi generati dall'intelligenza artificiale contro alcuni candidati.

Il salto verso il sabotaggio fisico ha però un nome preciso: Lipsia. La sera del 4 agosto, sull'aeroporto Leipzig/Halle, è stato trovato un drone con esplosivo professionale e un detonatore, vicino ad aerei cargo ucraini. Il 1° settembre il governo tedesco ha attribuito ufficialmente l'episodio a Mosca: il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha parlato di una catena di prove che porta a organi statali russi. Berlino ha disposto la chiusura del consolato generale russo di Bonn e della Casa russa di Berlino. Vladimir Putin ha definito le misure un "grave errore", chiedendo "dove sono le prove" e bollandole come falsificate.

INFRASTRUTTURE CRITICHE: LA MAPPA DEI BERSAGLI

Il 18 settembre Emmanuel Macron ha riunito i principali candidati alle presidenziali, o i loro rappresentanti, in "Vega", la nuova sala di crisi dell'Eliseo. Due ore e 45 minuti a porte chiuse, alla presenza dei vertici dell'intelligence, delle autorità militari e del direttore generale dell'energia. Ufficialmente, l'Eliseo ha motivato l'incontro con la "degradazione rapida" della situazione internazionale, tra Ucraina e Medio Oriente.

La nota citata da France Télévisions elenca i possibili obiettivi:

Centrali e reti elettriche.

Reti ferroviarie.

Sistemi di telecomunicazione.

Impianti di distribuzione dell'acqua potabile.

I principali aerodromi, precisa il servizio, sono già preparati contro intrusioni di droni, ma tutti i siti sensibili legati alla difesa potrebbero essere presi di mira. Macron ha chiesto al governo un piano di protezione delle infrastrutture critiche e dei siti più sensibili della base industriale e tecnologica di difesa contro droni e attacchi cyber. "Nessuno è al riparo", ha avvertito, "ma non resterà senza risposta", senza precisare quale.

A dare corpo allo scenario è l'ammiraglio Alain Christienne, ex vicedirettore della Direzione dell'intelligence militare: "Si può benissimo immaginare un drone con esplosivo plastico che cade su una fabbrica francese di armamenti. Bisognerà provare che viene dai russi. E oggi non siamo in grado di proteggerci da questo".

MOBILITAZIONE: IL NUOVO RUOLO DEI PREFETTI

La risposta passa dal territorio. Il ministro dell'Interno ha riunito tutti i prefetti, incaricati di creare in ogni dipartimento uno stato maggiore di sicurezza e difesa. Attorno al tavolo siederanno forze dell'ordine, intelligence, esercito, istruzione nazionale, imprenditori e soccorritori. Secondo RTL, il compito sarà mappare le vulnerabilità locali, comprese piccole imprese che lavorano per l'Ucraina, e preparare la popolazione. "Cambiamo livello", ha confidato un alto funzionario all'emittente.

L'ACCELERAZIONE DEL CRONOMETRO: PERCHÉ IL 2027?

Il 2030 non era una stima isolata. Il capo dell'intelligence tedesca Bruno Kahl aveva indicato la fine del decennio come orizzonte di un possibile scontro tra Russia e Nato, e nel gennaio 2025 l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas parlava di un test russo alla difesa europea entro tre-cinque anni. Anticipare di tre anni significa ridisegnare l'intera scala dei tempi.

Mosca respinge la lettura. "Alcuni dirigenti europei dichiarano apertamente di prepararsi a una guerra contro la Russia", ha detto Putin. "A mio avviso cercano solo di salvare una popolarità in caduta libera".

COSA NON È CONFERMATO

La nota riservata non è stata pubblicata: il suo contenuto è noto solo attraverso France Télévisions. Né il governo francese né i servizi hanno confermato pubblicamente la data del 2027. Le fonti parlano di "attacchi massicci" di natura ibrida contro le infrastrutture, non di un'invasione militare convenzionale.

VERSO UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA

L'orizzonte spostato all'autunno 2027 impone un cambio di mentalità. La sicurezza non è più soltanto un servizio erogato dallo Stato, ma una condizione che coinvolge prefetti, scuole, imprese e cittadini. Resta da capire se l'Europa saprà proteggere non solo i propri confini, ma la trama stessa della sua quotidianità.

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