Una bomba a mano è esplosa nelle prime ore di martedì 2 settembre in un passaggio interno della stazione centrale di Augusta (Augsburg), in Baviera, ferendo lievemente due persone. La natura dell'ordigno, inizialmente non identificato, è stata attribuita agli accertamenti dei periti balistici tedeschi ed è riportata da LaPresse e dall'agenzia Dire; l'agenzia Associated Press, nel primo lancio della notizia, parlava genericamente di un oggetto non identificato deflagrato in un corridoio dell'edificio della stazione, danneggiando vetrate e infissi.
Le due persone rimaste ferite, un diciottenne e una diciassettenne secondo Bild, avrebbero riportato traumi lievi dovuti all'onda d'urto, senza conseguenze gravi. La polizia bavarese ha chiuso le strade attorno alla stazione e sospeso temporaneamente i collegamenti ferroviari e il trasporto pubblico locale.
La stazione centrale di Augusta è uno dei principali snodi ferroviari della Baviera, lungo la linea che collega Monaco alla Germania occidentale e attraversata ogni giorno da decine di migliaia di pendolari e viaggiatori, compresi i collegamenti internazionali verso l'Austria. Un'esplosione in un luogo così frequentato, anche se contenuta, comporta per questo un impatto immediato sulla mobilità regionale ben oltre l'area colpita.
UN SECONDO ALLARME E LA PISTA DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
In mattinata è scattato un secondo allarme, quando un cane addestrato alla ricerca di esplosivi ha segnalato la presenza sospetta di un cestino dei rifiuti all'interno della stazione. Gli artificieri del reparto specializzato della polizia criminale della Baviera sono intervenuti sul posto, ma secondo quanto riportato da Bild non avrebbero trovato altro materiale esplosivo. La stazione è stata comunque chiusa per precauzione, con i treni dirottati sugli ingressi nord e sud e l'utilizzo di binari alternativi.
Sul movente il quadro è molto meno definito. Secondo la ricostruzione del quotidiano Bild, l'esplosione sarebbe avvenuta davanti alla vetrina di un negozio di gioielleria gestito da una famiglia di origine turca, e gli inquirenti starebbero seguendo l'ipotesi di un regolamento di conti legato alla criminalità organizzata, ritenendo che la stazione ferroviaria non fosse il vero obiettivo, ma solo il luogo in cui si trovava il negozio preso di mira.
Questa ipotesi non è però mai stata confermata dalle autorità tedesche.
Le testate italiane che l'hanno ripresa, da LaPresse a Fanpage, la attribuiscono esplicitamente al solo quotidiano tedesco e la presentano come pista di stampa, non come dichiarazione ufficiale della polizia. Nessun portavoce degli inquirenti ha indicato pubblicamente un movente, e alle prime ore del pomeriggio del 2 settembre l'unico elemento comunicato dalle autorità restava la natura esplosiva dell'ordigno.
Attacchi con esplosivi legati a resa dei conti fra organizzazioni criminali non sono un fenomeno nuovo in Germania: negli ultimi anni le autorità tedesche hanno segnalato un aumento di episodi di violenza fra bande rivali, spesso combattute a colpi di ordigni artigianali contro negozi, abitazioni e locali notturni nelle regioni occidentali del paese, secondo la ricostruzione del quotidiano Il Foglio basata su fonti di polizia tedesche. Se l'ipotesi della criminalità organizzata alla base dell'esplosione di Augusta fosse confermata, si inserirebbe in questo quadro più ampio, anche se finora quel tipo di violenza si era concentrato soprattutto nel Nordreno-Vestfalia, non in Baviera.
UNA GERMANIA GIÀ IN ALLERTA
L'episodio di Augusta arriva in un momento di attenzione già alta sulla sicurezza interna tedesca. Il primo settembre il governo di Berlino ha attribuito alla Russia un tentato attacco con un drone carico di esplosivo ritrovato il 4 agosto vicino a un aereo ucraino all'aeroporto di Lipsia-Halle, in Germania orientale. Secondo CNN e Al Jazeera, il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha parlato di un episodio che rientra "in un modello più ampio di operazioni ibride russe in Europa", mentre il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha annunciato la convocazione dell'ambasciatore russo e la chiusura del consolato generale russo a Bonn.
Non risulta, al momento, alcun collegamento accertato tra i due episodi, che restano distinti sia per matrice ipotizzata sia per le indagini in corso: uno riguarderebbe la criminalità organizzata, l'altro un'operazione di matrice statale attribuita a Mosca. Resta invece confermato, e comune ai due casi, il coinvolgimento di infrastrutture di trasporto strategiche per la Germania in un breve arco di tempo.
PERCHÉ RIGUARDA ANCHE L'ITALIA
Un'esplosione in una delle principali stazioni ferroviarie della Baviera, snodo di collegamenti internazionali frequentato anche da viaggiatori italiani diretti verso la Germania meridionale e l'Austria, riporta l'attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture di trasporto pubblico in Europa. Se confermata, la pista della criminalità organizzata offrirebbe inoltre un termine di paragone diretto con fenomeni simili già osservati in altre città europee, Italia compresa, dove i regolamenti di conti tra organizzazioni criminali si sono in alcuni casi consumati in luoghi pubblici affollati, con il rischio di coinvolgere passanti estranei ai fatti.
Per chi viaggia regolarmente fra Italia e Germania meridionale, l'episodio si aggiunge a una percezione di instabilità crescente attorno ai grandi snodi di trasporto tedeschi, alimentata negli ultimi mesi da episodi di natura molto diversa fra loro — dagli attacchi con droni agli aeroporti alle vicende di criminalità organizzata nelle stazioni — che condividono però lo stesso effetto pratico: interruzioni improvvise della mobilità in aree ad alta densità di persone.
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